Fede e sacramentalità del matrimonio. La prospettiva canonica

D'Auria, A.

Astract: Il presente articolo affronta sinteticamente la problematica di quale sia la rilevanza giuridica di un matrimonio celebrato secondo la forma canonica, da due soggetti battezzati che abbiano perso la fede, o l’abbiano rifiutata, o che siano assolutamente lontani dalla pur minima percezione di quella che possa essere la progettualità del disegno di Dio in ordine al matrimonio o che non conoscono o che addirittura rifiutano ogni dimensione trascendente del patto coniugale. Posto che l’insegnamento ecclesiale si è attestato sul principio dell’inseparabilità tra contratto e sacramento, viene presentata la corrente che afferma invece che la mancanza di fede non permetterebbe il realizzarsi della dinamica sacramentale, sebbene i due coniugi siano battezzati. Successivamente viene analizzata la dottrina relativa al principio dell’intentio faciendi id quod facit Ecclesia Christi e alla sua declinazione quanto al sacramento del matrimonio. Segue una disanima del principio dell’intenzione prevalente in ordine alla possibilità di comprendere se l’esclusione della sacramentalità abbia potuto inficiare la validità del matrimonio e dell’ignoranza della dignità sacramentale quale errore che possa viziare i consenso. Ampio spazio viene consceso alla riflessione sul fatto se l’esclusione della dignità sacramentale sia un caso di esclusione totale o parziale. Vengono poi offerte conclusioni che sostengono in modo argomentato il principio dell’irrilevanza della fede in ordine alla celebrazione di una valido matrimonio.

Parole chiave: Inseparabilità tra contratto e sacramento. Intentio generalis. Intentio faciendi nel matrimonio. Errore sulla dignità sacramentale. Esclusione della dignità sacramentale. 

Astract: This article on “Faith and sacramentality of marriage” faces the issue of what is the juridical significance of a marriage celebrated according to the canonical form, by two baptized persons who have lost their faith, or have refused it or are absolutely far from even the slightest perception of what can be the design of God with respect to marriage or who do not know or even reject any transcendent dimension of the conjugal covenant. Given that the teaching of the Church stands on the principle of inseparability between contract and sacrament, the second current is here presented, that affirms that the lack of faith would not allow the realization of the sacramental dynamic, though both spouses are baptized. Then we analyze the doctrine concerning the principle of the intentio faciendi id quod facit Ecclesia Christi and its declination in the sacrament of marriage. The article continues with a short examination of the principle of the prevailing intention with respect to the possibility of understanding whether the exclusion of sacramentality has been able to affect the validity of marriage; the ignorance of the sacramental dignity as an error that may vitiate the consent is also studied. Wide space is given to reflect on the fact whether the exclusion of the sacramental dignity is a case of total or partial exclusion. Finally conclusions are offered that support with arguments the principle of the irrelevance of faith in relation to the celebration of a valid marriage.

Key words: Inseparability between Contract and Sacrament. Intentio generalis. Intentio faciendi in Marriage. Error on the Sacramental Dignity. Exclusion of the Sacramental Dignity. 

 

 

DOI
10.1400/229677