Recenti sviluppi nella relazione tra la Santa Sede e i “treaty bodies” dell’ONU

Marabese, L.

Abstract: Osservando lo ius Ecclesiae dal punto di vista del diritto internazionale dei diritti umani, il presente articolo intende acclarare gli snodi più significativi del dibattito tra le delegazioni diplomatiche pontificie e i “Treaty bodies” dell’onu, deputati a monitorare l’esecuzione delle relative Convenzioni nel diritto interno degli Stati membri. Infatti, la prassi consultiva di tali organismi è giunta di recente a formulare osservazioni inappropriate ai rapporti periodici della Santa Sede, dimostrando di fraintendere la natura del suo ordinamento, al punto da esigerne modifiche sostanziali in grado di conformarlo all’autocomprensione dei diritti umani operata dagli stessi Comitati. Di qui la duplice urgenza di delineare, per un verso, le coordinate comuni, trasversali alla prassi degli “organi di trattato”, e di offrire, per l’altro, una mappa delle principali argomentazioni giuridiche adottate dalla Santa Sede nei fori multilaterali.

Parole chiave: approccio intersezionale, prassi successiva, riserve, “religious exceptionalism”.

Abstract: Observing the ius Ecclesiae from the perspective of the international human rights law, this article intends to ascertain the most significant hubs of the debate between the papal diplomatic delegations and the UN Treaty bodies, in charge of monitoring the implementation of the relevant conventions within the national laws of States parties. Indeed, the advisory practice of these bodies has come to make inappropriate comments to the periodic reports of the Holy See, misunderstanding the nature of its domestic law and requesting substantial changes in order to conform it to the un interpretation of the human rights treaties. Hence, the urgency to both outline the similarities across the Treaty bodies practice, and draw a map of the main legal arguments adopted by the Holy See in multilateral fora.

Keywords: intersectional approach, subsequent practice, reservations, religious exceptionalism.

DOI
10.19272/201608603005